Giustizia, un ruolo maturo per il Pd
La discussione attorno alle idee di Andrea Orlando per riformare la giustizia è proseguita con le significative parole offerte ieri pomeriggio da Massimo D’Alema. “Mi sembra che la proposta avanzata da Orlando sia una piattaforma interessante. Non è la Bibbia, si può discutere e migliorare ma mi sembra una iniziativa coraggiosa e ragionevole. Noi siamo una forza riformista e l’iniziativa di Orlando è ragionevole”. Se si mette insieme questa dichiarazione con le proposte presentate ieri su questo giornale da Michele Vietti (Udc), i segnali costruttivi che arrivano dall’opposizione sono incoraggianti, e lo sono anche in vista della direzione che il Pd convocherà oggi.
6 AGO 20

La discussione attorno alle idee di Andrea Orlando per riformare la giustizia è proseguita con le significative parole offerte ieri pomeriggio da Massimo D’Alema. “Mi sembra che la proposta avanzata da Orlando sia una piattaforma interessante. Non è la Bibbia, si può discutere e migliorare ma mi sembra una iniziativa coraggiosa e ragionevole. Noi siamo una forza riformista e l’iniziativa di Orlando è ragionevole”. Se si mette insieme questa dichiarazione con le proposte presentate ieri su questo giornale da Michele Vietti (Udc), i segnali costruttivi che arrivano dall’opposizione sono incoraggianti, e lo sono anche in vista della direzione che il Pd convocherà oggi.
Secondo una curiosa interpretazione di Rosy Bindi, piattaforme come quella di Orlando avrebbero uno scopo soltanto propagandistico per il semplice fatto – come ha suggerito giovedì il presidente del Pd – che “ogni ipotesi di intesa con il Pdl è infondata”. A queste posizioni, Orlando ha efficacemente risposto che non si può accettare l’idea che “finché c’è Berlusconi dall’altra parte” non si può fare nulla: bisognerebbe sostenere che la giustizia va bene com’è.
Oltre a D’Alema, ora della stessa opinione – anche anti bindiana – è anche il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che lamenta come il Pd appaia “sempre come difensore dell’esistente, anche su realtà dove il cattivo funzionamento è evidente a tutti”. La distanza tra chi prende atto dello stato della giustizia e dei rapporti di forza parlamentari per contribuire a una riforma e chi punta solo a un uso propagandistico di questo tema sembra, per la verità non solo sulla giustizia, è il problema centrale del maggiore partito di opposizione. E anche se oggi le divergenze nel Pdl offrono l’alibi per parlare d’altro, Pier Luigi Bersani farebbe bene ad affrontare in modo definitivo la questione già da oggi in direzione. Ne vale il futuro del suo Pd.
Secondo una curiosa interpretazione di Rosy Bindi, piattaforme come quella di Orlando avrebbero uno scopo soltanto propagandistico per il semplice fatto – come ha suggerito giovedì il presidente del Pd – che “ogni ipotesi di intesa con il Pdl è infondata”. A queste posizioni, Orlando ha efficacemente risposto che non si può accettare l’idea che “finché c’è Berlusconi dall’altra parte” non si può fare nulla: bisognerebbe sostenere che la giustizia va bene com’è.
Oltre a D’Alema, ora della stessa opinione – anche anti bindiana – è anche il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che lamenta come il Pd appaia “sempre come difensore dell’esistente, anche su realtà dove il cattivo funzionamento è evidente a tutti”. La distanza tra chi prende atto dello stato della giustizia e dei rapporti di forza parlamentari per contribuire a una riforma e chi punta solo a un uso propagandistico di questo tema sembra, per la verità non solo sulla giustizia, è il problema centrale del maggiore partito di opposizione. E anche se oggi le divergenze nel Pdl offrono l’alibi per parlare d’altro, Pier Luigi Bersani farebbe bene ad affrontare in modo definitivo la questione già da oggi in direzione. Ne vale il futuro del suo Pd.